Archivio per ottobre, 2009

LUSPIO – AIMC MASTER II° LIVELLO SUL PROFILO PROFESSIONALE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

21 ottobre 2009

Salerno, 20 Ottobre 2009

MASTER di II ° LIVELLO

sulle

‘ MATERIE INERENTI IL PROFILO PROFESSIONALE

DEL DIRIGENTE SCOLASTICO ‘

 

Con decreto n. 540 del 20 ottobre 2009 il Magnifico Rettore della Libera Università degli Studi “S. Pio V “ di Roma ha attivato, in convenzione con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) di Salerno, un Master di II ° livello sulle “ Materie inerenti il profilo professionale del dirigente scolastico.

 

Di seguito si provvede a pubblicare la nota n. 154 dell’AIMC di Salerno del 20 Ottobre 2009 e il bando del Master decretato.

Ulteriori delucidazioni possono essere richieste al  335/ 6787446.

  

 

A.I.M.C.

Associazione Italiana Maestri Cattolici

( Soggetto qualificato per la formazione del personale della scuola )

 Decreto MIUR del 05/07/2005

Via Salvatore Calenda 34/36

84126  SALERNO

 

Prot. n. 154/ai                                                                     Salerno,  20 Ottobre 2009

 

Oggetto:   Università LUSPIO di Roma.                   Ai Signori Dirigenti

Master di  secondo  livello sulle ‘Materie                 delle Istituzioni Scolastiche

inerenti  il  profilo  professionale  del                      Loro Sedi

dirigente scolastico ‘                                                 

                                            p. c. Al Signor Direttore Generale

                                                                                   dell’Ufficio Scol.co Regionale della Campania

                                                                                   Via Ponte della Maddalena, 55

                                                                                   80142                      NAPOLI

 

   L’Associazione Italiana Maestri Cattolici di Salerno, in quanto soggetto riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per la formazione del personale della scuola, ha il dovere di partecipare ai signori DOCENTI di ogni ordine e grado, per il tramite dei rispettivi dirigenti scolastici, la seguente urgente informazione:

  

   “” presso i siti www2.luspio.it della Libera Università ‘ San Pio V ‘ di Roma e www.aimcsalerno.it  dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici di Salerno è pubblicato il bando integrale del Master di II ° livello sulle “Materie inerenti il profilo professionale del dirigente scolastico “ decretato dalla predetta Università in convenzione con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) di Salerno.

   Il predetto Master è previsto dall’articolo 3 del Decreto Ministeriale n. 509/99 e risponde alle caratteristiche di cui al comma 3. dell’articolo 6 del DPR n. 140 del 10 luglio 2008 contenente il Regolamento recante la disciplina per il reclutamento dei dirigenti scolastici. Esso, infatti, raccoglie nei dettagli i contenuti del programma orientato specificamente alle materie inerenti la procedura di selezione dei futuri dirigenti scolastici di cui al comma 1 del citato articolo 6 del DPR n. 140/2008.

   Possono accedere al Master quanti sono in possesso di una Laurea quadriennale del vecchio ordinamento o di Laurea specialistica del nuovo ordinamento.

   Il termine di scadenza delle domande di ammissione al Master è fissato al 3 Novembre 2009. Istanza di partecipazione e relativa documentazione possono essere presentate direttamente all’AIMC, presso la sede sociale di SALERNO in Via Salvatore Calenda nn. 34/36, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 17 alle 19.30.

   I docenti interessati possono fruire, ai fini della partecipazione alle 300 ore di attività didattiche in presenza che si svolgeranno presso la sede dell’AIMC di Salerno, di permessi straordinari retribuiti per il diritto allo studio ( le cosiddette 150 ore ) ai sensi dell’art. 4, comma 4, lett. a del CCNL 29.11.2007. Per i docenti in servizio presso scuole della Campania il termine di scadenza della relativa istanza è fissato al 15 Novembre 2009 ””.

 

   Si ringraziano i signori dirigenti scolastici per l’acquisita disponibilità a divulgare al personale docente in servizio presso le rispettive istituzioni educative il contenuto della presente nota.

   Con ossequi.

 

                                                         Ambrogio Ietto – presidente dell’AIMC della provincia di SALERNO

MASTER II° LIVELLO SUL PROFILO PROFESSIONALE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

21 ottobre 2009

LUSPIO

LIBERA UNIVERSITA’ SAN PIO V

 

ANNO ACCADEMICO 2009 – 2010

 

M A S T E R

di II livello sulle

 

Materie inerenti il profilo professionale del dirigente scolastico

 

ATTIVATO AI SENSI DELL’ART. 3 D.M. 509/99

 

 

in convenzione con

l’Associazione Italiana Maestri Cattolici ( A. I. M. C. )

della Provincia di SALERNO

 

 

I EDIZIONE

 

Nell’anno accademico 2009/2010 è istituita la prima edizione del Master universitario di II  livello  sulle

Materie inerenti il profilo professionale del Dirigente Scolastico “ attivato dalla LUSPIO -Libera Università San Pio V, in collaborazione con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici ( A. I. M. C. ) della Provincia di SALERNO.

 

FINALITA’ PRIMARIA DEL MASTER :

 

assicurare agli aspiranti alla funzione di dirigente delle istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo di istruzione e, eventualmente, anche a coloro che già esercitano questa attività, una formazione che risponda al profilo che è possibile ricavare dal DPR n. 140 del 10 luglio 2008.

 

 OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI :

 

  • piena, sicura consapevolezza di dover guidare e governare un sistema complesso qual è l’istituzione scolastica autonoma  così come prevista dall’articolo 21 della legge n. 59/1997 e dal DPR n. 275 dell’8/03/1999;
  • padronanza nella conoscenza di un sistema scolastico che, nel mentre deve mostrarsi particolarmente attento ai processi di cambiamento costantemente in atto nell’odierna società, è chiamato a tener conto delle direttive e degli orientamenti dell’Unione Europea in materia di acquisizione delle conoscenze e di conquista delle competenze giudicate veicolari per lo sviluppo socio – economico del Continente e per  la complessiva, migliore qualità della vita;
  • marcata disponibilità a gestire l’istituzione scolastica in regime di autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo, tenendo conto dell’apporto e delle decisioni degli organi collegiali presenti al suo interno e dei bisogni formativi provenienti dal territorio di riferimento;

 

  • spiccata sensibilità verso i problemi di natura psicopedagogica  e socioculturale che contraddistinguono i differenti stadi evolutivi della popolazione scolastica accolta dall’istituzione educativa;
  • sicura competenza nell’osservazione discreta e nella rilevazione puntuale delle potenzialità professionali dei singoli operatori addetti all’istituzione scolastica e conseguente, piena valorizzazione degli stessi;
  • conoscenza puntuale delle norme che regolano la contabilità di Stato e la corretta gestione delle risorse finanziarie e strumentali;
  • sicurezza nell’attività di comunicazione all’interno e all’esterno del sistema scuola e consolidata, feconda disponibilità a costruire relazioni significativamente funzionali al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio educativo;
  • rafforzamento ed affinamento della disposizione alla negoziazione e alla risoluzione dei conflitti.

 

 

DESTINATARI

 

 

Il Master è indirizzato a coloro che intendono acquisire conoscenze di alto livello nelle  “ Materie inerenti il profilo professionale del dirigente scolastico “.

Possono accedere al Master quanti sono in possesso di una Laurea quadriennale vecchio ordinamento o di Laurea specialistica del nuovo ordinamento. Nell’eventualità di titoli di studio esteri, che non siano già stati dichiarati equipollenti a titoli italiani, il Consiglio del Corso di Master valuterà sulla loro equivalenza a titolo di laurea italiano ai soli fini dell’ammissione.

L’Università si riserva di confermare lo svolgimento del Master sulla base delle domande pervenute.

 

 

ARTICOLAZIONE DEL MASTER

 

 

Il Master di II livello sulle “ Materie inerenti il  profilo professionale del dirigente scolastico “ ha durata annuale e presuppone un impegno complessivo di 1500 ore delle quali:

  • 300 ore di lezioni frontali e di esercitazioni di laboratorio in presenza;
  • 100 ore  corrispondenti a  n. 4  stage  da  svolgere  presso  istituzioni  scolastiche  del  territorio  di

             riferimento;

  • 250 ore per lo studio e l’elaborazione di un progetto di ricerca   da presentare  e da discutere nella fase intermedia del Master;
  • 700 ore di studio individuale e di autoapprendimento;
  • 150 ore per l’elaborazione  della tesi finale.

 

 

Esame finale e conseguimento del titolo di Master

 

 

L’esame finale consisterà nella presentazione e nella discussione della tesi finale alla presenza del Collegio dei docenti del Master.

Il conseguimento del titolo di Master di II livello e la relativa attribuzione di N. 60 CFU sono subordinati alla regolarità della posizione amministrativa, alla presenza con profitto ad almeno il 70% delle lezioni – attività didattiche  previste e al superamento, con esito positivo, delle  prove intermedie e finali del Master 

 

 

 

Programma

 Modulo I: La scuola come organizzazione complessa                                               ( CFU  6 )

 

I a. Origine e sviluppo della teoria della complessità

I b. Processi di cambiamento nella società complessa del nostro tempo

I c. La scuola come organizzazione complessa

I d. Dalla complessità all’autonomia scolastica

I e. Il governo della complessità scolastica

 

Modulo II: Sistemi formativi ed ordinamenti degli studi in Italia e in Europa        ( CFU  6 )

 

II a. La scuola come sistema formativo

II b. La scuola dell’infanzia in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea

II c. La scuola del primo ciclo in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea

II d. La scuola secondaria di secondo grado in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea

II e. La scuola post – secondaria e il sistema universitario in Italia e nei Paesi dell’U.E.

 

Modulo III: Area giuridico – amministrativa                                                               ( CFU  6 )

 

III a. L’ordinamento costituzionale della Repubblica Italiana

III b. La funzione amministrativa

III c. L’amministrazione diretta centrale

III d. L’amministrazione diretta periferica

III e. La regione e gli enti autarchici locali: loro competenza in materia di istruzione

III f. Gli atti amministrativi

 

Modulo IV: Area finanziaria e della contabilità                                                           ( CFU  6 )

 

IV a. Principi generali della contabilità di Stato

IV b. Il programma annuale

IV c. Il dirigente scolastico e la gestione manageriale del programma

IV d. Il conto consuntivo

IV e. La gestione patrimoniale delle istituzioni scolastiche secondo il Regolamento

         di contabilità 

IV f.  Il controllo di regolarità amministrativa e l’attività di consulenza contabile 

 

Modulo V: Area socio – psicopedagogica                                                                    ( CFU  9 )

 

V  a. Il mutamento del ruolo sociale della scuola

V  b. La scuola: un sistema a legami deboli

V  c. La scuola nell’ordinamento costituzionale della Repubblica Italiana

V  d. Le attese nei riguardi della scuola da parte della Comunità Europea e

        della società italiana    

V  e. Il profilo educativo dell’allievo

V  f.  La dinamica evolutiva della personalità

V  g. Vita emotiva, sviluppo del linguaggio, attività cognitiva dall’infanzia all’adolescenza

V  h. Fenomenologia e dinamiche della socializzazione

V  i.  Fenomenologia dell’adattamento scolastico e sociale

V  l.  Disadattamento scolastico e disadattamento sociale

V  m. La dinamica dei piccoli gruppi

V  n. L’aspetto dinamico della motivazione ad apprendere

V  o. Il processo di insegnamento – apprendimento

V  p. Capacità, conoscenze, abilità, competenze

V  q. Allievi diversamente abili ed alunni stranieri: processi di integrazione e di inclusione

 

 

Modulo VI: Area organizzativa                                                                                       ( CFU  9 )    

 

VI  a. L’autonomia didattica ed organizzativa ( DPR n. 275 /1999 )

VI  b. L’autonomia di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo ( DPR n. 275/1999 )

VI  c. Libertà progettuale ed organizzazione flessibile della didattica

VI  d. La documentazione dell’autonomia didattica  ed organizzativa: Piano dell’Offerta

          Formativa (POF), Regolamento interno, Piano delle attività, Statuto delle Studentesse

          e degli Studenti, Patto educativo di corresponsabilità, Carta dei Servizi

VI  e. L’organizzazione didattica per l’individualizzazione e la personalizzazione

VI  f.  La gestione dei progetti e la conduzione dei gruppi di progetto

VI  g. Le funzioni strumentali al Piano dell’Offerta Formativa

VI  h. Associazione di più scuole ed Accordi di rete

VI  i.  La sicurezza nella scuola con particolare riferimento agli allievi, al personale e alle

          strutture

VI  l.  Note essenziali di medicina del lavoro e di medicina preventiva all’interno della scuola

VI m. L’innovazione tecnologica al servizio della scuola

VI  n. La privacy e il trattamento dei dati personali

VI  o. Valutazione, autovalutazione e qualità del sistema scuola

 

Modulo VII: Area relazionale e comunicativa                                                                  ( CFU  6 )

 

VII a. L’organizzazione della comunicazione: principi teorici e metodologia

VII b. Rapporti interpersonali e rapporti istituzionali

VII c. Cittadini ed istituzioni: come comunicare

VII d. I contesti relazionali e la comunicazione

VII e. La comunicazione organizzativa all’interno dell’istituzione scolastica

VII f.  La comunicazione istituzionale verso l’esterno

VII g. Gestione dei conflitti e valorizzazione delle risorse umane

 

Modulo VIII: Esigenze formative del territorio                                                                ( CFU  6 )

 

VIII a. La valenza formativa del territorio e i bisogni specifici del contesto

VIII b. L’ente locale e territoriale come fattore di promozione culturale e sociale

VIII c. Dal territorio alla comunità educante

VIII d. La programmazione territoriale integrata

VIII e. Gli strumenti del partenariato

VIII f.  Politica e gestione dell’extrascolastico

VIII g. Educazione permanente e pedagogia della comunità educante

 

Modulo IX: Strategie di direzione                                                                                       ( CFU  6 )

 

IX  a. Da capo d’istituto a leader educativo nella scuola dell’autonomia

IX  b. Il dirigente scolastico, rappresentante legale dell’istituzione, garante della sua

          gestione unitaria, responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali

          e dei risultati del servizio educativo – formativo

IX c. Il dirigente scolastico e gli organi collegiali interni al sistema scuola

IX d. Il dirigente scolastico e i suoi autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di

          valorizzazione delle risorse umane

IX e. Lo staff del dirigente scolastico

IX f.  Le relazioni sindacali a livello di istituzione scolastica

IX g. Efficienza ed efficacia del servizio scolastico: il dirigente quale garante dei

         processi formativi.

 

 

 

DIRETTORE DEL MASTER

 

prof. Ambrogio IETTO, presidente dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici della provincia

di Salerno

 

 

COLLEGIO DEI DOCENTI

 

E’ costituito da docenti universitari in servizio o in quiescenza di discipline psico – pedagogiche e giuridiche, da dirigenti centrali e tecnici del Miur e da dirigenti scolastici in servizio e in quiescenza

 

 

STAFF DI COORDINAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI

 

 

= prof. Ambrogio IETTO, già dirigente scolastico e dirigente tecnico del Miur, docente incaricato di discipline pedagogico – didattiche presso l’Università degli Studi di Salerno, Cocuratore dell’opera “ Guida pratica del dirigente scolastico “ – Edizioni Raabe Bologna – Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte;

= dr. Giorgio GERMANI, Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi del Convitto Nazionale di Salerno, presidente dell’ANQuAP ( Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche, direttore della rivista “ PAIS – Periodico Amministrativo delle Istituzioni Scolastiche “, cocuratore dell’opera “ Guida pratica del dirigente scolastico “ – Edizioni Raabe Bologna ;

= prof. Umberto LANDI, già dirigente scolastico e dirigente tecnico del Miur; dirigente Club Unesco;

= prof. Salvatore BINI, già direttore didattico, dirigente di istituto comprensivo e dirigente di istituti tecnici e professionali, redattore dell’opera “ Guida pratica del dirigente scolastico “ – Edizioni Raabe Bologna.

 

 

ORARIO DELLE LEZIONI

 

 

L’orario delle attività frontali in presenza ( lezioni, esercitazioni, prove oggettive, studi dei casi ) verrà definito preliminarmente , di concerto con i partecipanti al Master,  in considerazione degli impegni ufficiali di lavoro degli stessi.

 

 

SEDE

Il Master avrà luogo in SALERNO, presso la sede ufficiale dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici di Salerno, in Via Salvatore Calenda nn. 34/36.

 

 

 

MODALITA’ DI AMMISSIONE

 

 

La domanda di ammissione, con allegati: dichiarazione di non contemporanea iscrizione, marca da bollo € 14,62, curriculum vitae, titolo di studio conseguito, copia di un documento d’identità e versamento della tassa d’iscrizione (spese di segreteria, bolli) di € 1.600,00 da versare a favore della Libera Università degli Studi “S. Pio V”- Via delle Sette Chiese 139 – 00145 Roma, IBAN: IT55J0569603211000032000X91 con indicazione, nella causale, del titolo del Master ( Profilo professionale dirigente scolastico ) e del nominativo del partecipante, dovranno pervenire entro e non oltre martedì 3 novembre 2009 alla Direzione Attività Formative della Libera Università degli Studi “S. Pio V”- Via delle Sette Chiese 139 – 00145 Roma.

La documentazione di cui sopra, unitamente alla domanda, alla fotocopia del versamento effettuato a favore della Libera Università degli Studi “ S. Pio V “ di Roma e alla marca da bollo, può essere consegnata a mano, presso la sede dell’A.I.M.C. di Salerno, alla via Salvatore Calenda nn. 34/36, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 17 alle 19.30.

 

La quota d’iscrizione è ripartibile in 2 rate:

euro 800,00 alla data di iscrizione

euro 800,00 entro il 15 gennaio 2010

 

Il versamento non sarà rimborsabile, tranne nel caso in cui il Master non venga attivato.

In caso di successivo ritiro dal Master, lo studente è tenuto a completare il pagamento delle quote di partecipazione alle scadenze prestabilite.

MASTER II° LIVELLO SUL PROFILO PROFESSIONALE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

21 ottobre 2009

LUSPIO

LIBERA UNIVERSITA’ SAN PIO V

 

ANNO ACCADEMICO 2009 – 2010

 

M A S T E R

di II livello sulle

 

Materie inerenti il profilo professionale del dirigente scolastico

 

ATTIVATO AI SENSI DELL’ART. 3 D.M. 509/99

 

 

in convenzione con

l’Associazione Italiana Maestri Cattolici ( A. I. M. C. )

della Provincia di SALERNO

 

 

I EDIZIONE

 

Nell’anno accademico 2009/2010 è istituita la prima edizione del Master universitario di II  livello  sulle

Materie inerenti il profilo professionale del Dirigente Scolastico “ attivato dalla LUSPIO -Libera Università San Pio V, in collaborazione con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici ( A. I. M. C. ) della Provincia di SALERNO.

 

FINALITA’ PRIMARIA DEL MASTER :

 

assicurare agli aspiranti alla funzione di dirigente delle istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo di istruzione e, eventualmente, anche a coloro che già esercitano questa attività, una formazione che risponda al profilo che è possibile ricavare dal DPR n. 140 del 10 luglio 2008.

 

 OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI :

 

  • piena, sicura consapevolezza di dover guidare e governare un sistema complesso qual è l’istituzione scolastica autonoma  così come prevista dall’articolo 21 della legge n. 59/1997 e dal DPR n. 275 dell’8/03/1999;
  • padronanza nella conoscenza di un sistema scolastico che, nel mentre deve mostrarsi particolarmente attento ai processi di cambiamento costantemente in atto nell’odierna società, è chiamato a tener conto delle direttive e degli orientamenti dell’Unione Europea in materia di acquisizione delle conoscenze e di conquista delle competenze giudicate veicolari per lo sviluppo socio – economico del Continente e per  la complessiva, migliore qualità della vita;
  • marcata disponibilità a gestire l’istituzione scolastica in regime di autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo, tenendo conto dell’apporto e delle decisioni degli organi collegiali presenti al suo interno e dei bisogni formativi provenienti dal territorio di riferimento;

 

  • spiccata sensibilità verso i problemi di natura psicopedagogica  e socioculturale che contraddistinguono i differenti stadi evolutivi della popolazione scolastica accolta dall’istituzione educativa;
  • sicura competenza nell’osservazione discreta e nella rilevazione puntuale delle potenzialità professionali dei singoli operatori addetti all’istituzione scolastica e conseguente, piena valorizzazione degli stessi;
  • conoscenza puntuale delle norme che regolano la contabilità di Stato e la corretta gestione delle risorse finanziarie e strumentali;
  • sicurezza nell’attività di comunicazione all’interno e all’esterno del sistema scuola e consolidata, feconda disponibilità a costruire relazioni significativamente funzionali al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio educativo;
  • rafforzamento ed affinamento della disposizione alla negoziazione e alla risoluzione dei conflitti.

 

 

DESTINATARI

 

 

Il Master è indirizzato a coloro che intendono acquisire conoscenze di alto livello nelle  “ Materie inerenti il profilo professionale del dirigente scolastico “.

Possono accedere al Master quanti sono in possesso di una Laurea quadriennale vecchio ordinamento o di Laurea specialistica del nuovo ordinamento. Nell’eventualità di titoli di studio esteri, che non siano già stati dichiarati equipollenti a titoli italiani, il Consiglio del Corso di Master valuterà sulla loro equivalenza a titolo di laurea italiano ai soli fini dell’ammissione.

L’Università si riserva di confermare lo svolgimento del Master sulla base delle domande pervenute.

 

 

ARTICOLAZIONE DEL MASTER

 

 

Il Master di II livello sulle “ Materie inerenti il  profilo professionale del dirigente scolastico “ ha durata annuale e presuppone un impegno complessivo di 1500 ore delle quali:

  • 300 ore di lezioni frontali e di esercitazioni di laboratorio in presenza;
  • 100 ore  corrispondenti a  n. 4  stage  da  svolgere  presso  istituzioni  scolastiche  del  territorio  di

             riferimento;

  • 250 ore per lo studio e l’elaborazione di un progetto di ricerca   da presentare  e da discutere nella fase intermedia del Master;
  • 700 ore di studio individuale e di autoapprendimento;
  • 150 ore per l’elaborazione  della tesi finale.

 

 

Esame finale e conseguimento del titolo di Master

 

 

L’esame finale consisterà nella presentazione e nella discussione della tesi finale alla presenza del Collegio dei docenti del Master.

Il conseguimento del titolo di Master di II livello e la relativa attribuzione di N. 60 CFU sono subordinati alla regolarità della posizione amministrativa, alla presenza con profitto ad almeno il 70% delle lezioni – attività didattiche  previste e al superamento, con esito positivo, delle  prove intermedie e finali del Master 

 

 

 

Programma

 Modulo I: La scuola come organizzazione complessa                                               ( CFU  6 )

 

I a. Origine e sviluppo della teoria della complessità

I b. Processi di cambiamento nella società complessa del nostro tempo

I c. La scuola come organizzazione complessa

I d. Dalla complessità all’autonomia scolastica

I e. Il governo della complessità scolastica

 

Modulo II: Sistemi formativi ed ordinamenti degli studi in Italia e in Europa        ( CFU  6 )

 

II a. La scuola come sistema formativo

II b. La scuola dell’infanzia in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea

II c. La scuola del primo ciclo in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea

II d. La scuola secondaria di secondo grado in Italia e nei Paesi dell’Unione Europea

II e. La scuola post – secondaria e il sistema universitario in Italia e nei Paesi dell’U.E.

 

Modulo III: Area giuridico – amministrativa                                                               ( CFU  6 )

 

III a. L’ordinamento costituzionale della Repubblica Italiana

III b. La funzione amministrativa

III c. L’amministrazione diretta centrale

III d. L’amministrazione diretta periferica

III e. La regione e gli enti autarchici locali: loro competenza in materia di istruzione

III f. Gli atti amministrativi

 

Modulo IV: Area finanziaria e della contabilità                                                           ( CFU  6 )

 

IV a. Principi generali della contabilità di Stato

IV b. Il programma annuale

IV c. Il dirigente scolastico e la gestione manageriale del programma

IV d. Il conto consuntivo

IV e. La gestione patrimoniale delle istituzioni scolastiche secondo il Regolamento

         di contabilità 

IV f.  Il controllo di regolarità amministrativa e l’attività di consulenza contabile 

 

Modulo V: Area socio – psicopedagogica                                                                    ( CFU  9 )

 

V  a. Il mutamento del ruolo sociale della scuola

V  b. La scuola: un sistema a legami deboli

V  c. La scuola nell’ordinamento costituzionale della Repubblica Italiana

V  d. Le attese nei riguardi della scuola da parte della Comunità Europea e

        della società italiana    

V  e. Il profilo educativo dell’allievo

V  f.  La dinamica evolutiva della personalità

V  g. Vita emotiva, sviluppo del linguaggio, attività cognitiva dall’infanzia all’adolescenza

V  h. Fenomenologia e dinamiche della socializzazione

V  i.  Fenomenologia dell’adattamento scolastico e sociale

V  l.  Disadattamento scolastico e disadattamento sociale

V  m. La dinamica dei piccoli gruppi

V  n. L’aspetto dinamico della motivazione ad apprendere

V  o. Il processo di insegnamento – apprendimento

V  p. Capacità, conoscenze, abilità, competenze

V  q. Allievi diversamente abili ed alunni stranieri: processi di integrazione e di inclusione

 

 

Modulo VI: Area organizzativa                                                                                       ( CFU  9 )    

 

VI  a. L’autonomia didattica ed organizzativa ( DPR n. 275 /1999 )

VI  b. L’autonomia di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo ( DPR n. 275/1999 )

VI  c. Libertà progettuale ed organizzazione flessibile della didattica

VI  d. La documentazione dell’autonomia didattica  ed organizzativa: Piano dell’Offerta

          Formativa (POF), Regolamento interno, Piano delle attività, Statuto delle Studentesse

          e degli Studenti, Patto educativo di corresponsabilità, Carta dei Servizi

VI  e. L’organizzazione didattica per l’individualizzazione e la personalizzazione

VI  f.  La gestione dei progetti e la conduzione dei gruppi di progetto

VI  g. Le funzioni strumentali al Piano dell’Offerta Formativa

VI  h. Associazione di più scuole ed Accordi di rete

VI  i.  La sicurezza nella scuola con particolare riferimento agli allievi, al personale e alle

          strutture

VI  l.  Note essenziali di medicina del lavoro e di medicina preventiva all’interno della scuola

VI m. L’innovazione tecnologica al servizio della scuola

VI  n. La privacy e il trattamento dei dati personali

VI  o. Valutazione, autovalutazione e qualità del sistema scuola

 

Modulo VII: Area relazionale e comunicativa                                                                  ( CFU  6 )

 

VII a. L’organizzazione della comunicazione: principi teorici e metodologia

VII b. Rapporti interpersonali e rapporti istituzionali

VII c. Cittadini ed istituzioni: come comunicare

VII d. I contesti relazionali e la comunicazione

VII e. La comunicazione organizzativa all’interno dell’istituzione scolastica

VII f.  La comunicazione istituzionale verso l’esterno

VII g. Gestione dei conflitti e valorizzazione delle risorse umane

 

Modulo VIII: Esigenze formative del territorio                                                                ( CFU  6 )

 

VIII a. La valenza formativa del territorio e i bisogni specifici del contesto

VIII b. L’ente locale e territoriale come fattore di promozione culturale e sociale

VIII c. Dal territorio alla comunità educante

VIII d. La programmazione territoriale integrata

VIII e. Gli strumenti del partenariato

VIII f.  Politica e gestione dell’extrascolastico

VIII g. Educazione permanente e pedagogia della comunità educante

 

Modulo IX: Strategie di direzione                                                                                       ( CFU  6 )

 

IX  a. Da capo d’istituto a leader educativo nella scuola dell’autonomia

IX  b. Il dirigente scolastico, rappresentante legale dell’istituzione, garante della sua

          gestione unitaria, responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali

          e dei risultati del servizio educativo – formativo

IX c. Il dirigente scolastico e gli organi collegiali interni al sistema scuola

IX d. Il dirigente scolastico e i suoi autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di

          valorizzazione delle risorse umane

IX e. Lo staff del dirigente scolastico

IX f.  Le relazioni sindacali a livello di istituzione scolastica

IX g. Efficienza ed efficacia del servizio scolastico: il dirigente quale garante dei

         processi formativi.

 

 

 

DIRETTORE DEL MASTER

 

prof. Ambrogio IETTO, presidente dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici della provincia

di Salerno

 

 

COLLEGIO DEI DOCENTI

 

E’ costituito da docenti universitari in servizio o in quiescenza di discipline psico – pedagogiche e giuridiche, da dirigenti centrali e tecnici del Miur e da dirigenti scolastici in servizio e in quiescenza

 

 

STAFF DI COORDINAMENTO DEL COLLEGIO DEI DOCENTI

 

 

= prof. Ambrogio IETTO, già dirigente scolastico e dirigente tecnico del Miur, docente incaricato di discipline pedagogico – didattiche presso l’Università degli Studi di Salerno, Cocuratore dell’opera “ Guida pratica del dirigente scolastico “ – Edizioni Raabe Bologna – Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte;

= dr. Giorgio GERMANI, Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi del Convitto Nazionale di Salerno, presidente dell’ANQuAP ( Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche, direttore della rivista “ PAIS – Periodico Amministrativo delle Istituzioni Scolastiche “, cocuratore dell’opera “ Guida pratica del dirigente scolastico “ – Edizioni Raabe Bologna ;

= prof. Umberto LANDI, già dirigente scolastico e dirigente tecnico del Miur; dirigente Club Unesco;

= prof. Salvatore BINI, già direttore didattico, dirigente di istituto comprensivo e dirigente di istituti tecnici e professionali, redattore dell’opera “ Guida pratica del dirigente scolastico “ – Edizioni Raabe Bologna.

 

 

ORARIO DELLE LEZIONI

 

 

L’orario delle attività frontali in presenza ( lezioni, esercitazioni, prove oggettive, studi dei casi ) verrà definito preliminarmente , di concerto con i partecipanti al Master,  in considerazione degli impegni ufficiali di lavoro degli stessi.

 

 

SEDE

Il Master avrà luogo in SALERNO, presso la sede ufficiale dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici di Salerno, in Via Salvatore Calenda nn. 34/36.

 

 

 

MODALITA’ DI AMMISSIONE

 

 

La domanda di ammissione, con allegati: dichiarazione di non contemporanea iscrizione, marca da bollo € 14,62, curriculum vitae, titolo di studio conseguito, copia di un documento d’identità e versamento della tassa d’iscrizione (spese di segreteria, bolli) di € 1.600,00 da versare a favore della Libera Università degli Studi “S. Pio V”- Via delle Sette Chiese 139 – 00145 Roma, IBAN: IT55J0569603211000032000X91 con indicazione, nella causale, del titolo del Master ( Profilo professionale dirigente scolastico ) e del nominativo del partecipante, dovranno pervenire entro e non oltre martedì 3 novembre 2009 alla Direzione Attività Formative della Libera Università degli Studi “S. Pio V”- Via delle Sette Chiese 139 – 00145 Roma.

La documentazione di cui sopra, unitamente alla domanda, alla fotocopia del versamento effettuato a favore della Libera Università degli Studi “ S. Pio V “ di Roma e alla marca da bollo, può essere consegnata a mano, presso la sede dell’A.I.M.C. di Salerno, alla via Salvatore Calenda nn. 34/36, nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 17 alle 19.30.

 

La quota d’iscrizione è ripartibile in 2 rate:

euro 800,00 alla data di iscrizione

euro 800,00 entro il 15 gennaio 2010

 

Il versamento non sarà rimborsabile, tranne nel caso in cui il Master non venga attivato.

In caso di successivo ritiro dal Master, lo studente è tenuto a completare il pagamento delle quote di partecipazione alle scadenze prestabilite.

L’ORA DI RELIGIONE ISLAMICA

20 ottobre 2009

Ambrogio Ietto

L’ORA DI RELIGIONE ISLAMICA

 

 

L’INCAUTO CARDINALE MARTINO

 

 

Non è la prima volta che il nostro illustre concittadino cardinale Renato Martino si lascia andare in incaute e, probabilmente, improvvisate dichiarazioni. Ora è di nuovo sulle pagine dei quotidiani nazionali per il suo assenso di massima espresso sull’ipotetico inserimento dell’insegnamento della religione islamica nelle scuole statali.

Egli giudica un ‘ diritto ‘ dei cittadini di cultura musulmana poter assicurare ai loro giovani congiunti, frequentanti le nostre pubbliche istituzioni educative, la fruizione dell’insegnamento sistematico del corano allo stesso modo di come i nostri ragazzi possono avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Sempre secondo il parere di Sua Eminenza questa innovazione ’ permetterebbe di evitare che i giovani di religione islamica finiscano nel radicalismo‘. Come era da prevedersi la presa di posizione del presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, incarico che Martino lascerà tra un mese per raggiunti limiti di età, non è stata condivisa né dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, fermo sulla necessità della conoscenza del fatto religioso cattolico come ‘ condizione indispensabile per la comprensione della nostra cultura e per una convivenza più consapevole e responsabile ‘ né dalla fonte ufficiale vaticana che ha liquidato come ‘personale’ la posizione assunta dal cardinale.

Si comprende bene quanta sorpresa, mista ad amarezza, si condensi dentro l’espressione ‘ posizione personale ‘. Martino, in quanto principe della Chiesa, non è un comune prete di avanguardia. Egli, oltre il prestigioso incarico che ancora ricopre, ha rappresentato per molti anni lo Stato vaticano presso l’Assemblea generale dell’Onu, quindi è conoscitore attento delle molteplici, variegate espressioni che la cultura religiosa musulmana assume nelle diverse realtà socio – politiche del pianeta.

Come è noto la sua dichiarazione è scaturita da una proposta avanzata dal vice – ministro Adolfo Urso in rappresentanza della Fondazione Farefuturo di cui è segretario generale. Si sa bene che ormai le Fondazioni sostituiscono di fatto i partiti in tema di proposte da lanciare sul non troppo fertile e qualificato mercato delle idee. Esse danno vita ad incontri e ad interscambi con esponenti di altre aggregazioni, superando, così, il clima glaciale dell’attuale incomunicabilità che imperversa tra maggioranza ed opposizione. Urso, infatti, l’idea dell’ora di religione islamica l’ha partecipata proprio in occasione di un forum combinato tra la Fondazione cara al suo leader Gianfranco Fini e l’altra ItalianiEuropei voluta e sostenuta da Massimo D’Alema.

E’ fuor di dubbio che la questione posta, avallata anche dal cardinale Martino, si colloca nel contesto di una realtà come quella italiana costretta ad affrontare oggi situazioni vissute in precedenza da altri Paesi europei: sostenuta immigrazione extracomunitaria, frammentazione culturale, calo del comune senso etico, processo in atto anche nella scuola di diffusa laicizzazione.

Come è noto i rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica sono regolati, in ossequio alla Carta Costituzionale, da uno specifico Concordato siglato nel 1929 ed aggiornato con l’Accordo del 1984 sottoscritto, per parte italiana, da Bettino Craxi, all’epoca presidente del consiglio. Fino al 1985 la nostra scuola primaria ha avuto come ‘ fondamento e coronamento ‘ della sua azione educativa e didattica ‘ l’insegnamento della dottrina cristiana secondo la forma ricevuta dalla tradizione cattolica ‘.

All’articolo 9 del citato Accordo, ratificato con la legge ordinaria n. 121 del 23 marzo 1985, è scritto testualmente che ‘ la Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado ‘.

 

 

Su questa posizione si collocano, in concreto, anche i due principali testi per le politiche educative dell’Unione Europea coordinati proprio da altrettanti autorevoli esponenti della laicissima Francia: il ‘Rapporto Delors ‘ (1993) e il ‘ Il libro bianco  Cresson ‘ (1995 ). Tra queste pagine è possibile, così, leggere che è compito della scuola, nell’ambito della cultura storico – filosofico – letteraria conservare la memoria del passato, promuovere la capacità di riconoscere le proprie radici, sviluppare il senso dell’appartenenza collettiva e la comprensione dell’altro, favorire il discernimento, accrescere il senso critico dell’individuo, proteggerlo contro le manipolazioni.

Simili espressioni, ovviamente, possono essere interpretate in modo diverso. Chi scrive è convinto che la memoria del nostro passato, le nostre radici antropologicamente consolidate riconducano ad eventi storicamente definiti ( Roma centro del cristianesimo universale, 2000 anni di vicende tra luci ed ombre nel rapporto tra Papato, Stati prerisorgimentali e Stato unitario ), a tradizioni, riti, celebrazioni che costituiscono l’eredità più vera e rispettabile dei nostri padri, ad impareggiabili, straordinarie elaborazioni artistiche prevalentemente ispirate ai tratti più emblematici e distintivi della vicenda umana di Cristo. Il richiamato ‘ senso dell’appartenenza collettiva ‘ nella nostra vita comunitaria, per fortuna,  si esprime ancora intorno al campanile, alla parrocchia, all’oratorio.

Proposte di questo tipo, allora, servono soltanto a fare chiasso, a tentare di guadagnare cittadinanza, facendo l’occhiolino di triglia a componenti dell’attuale quadro politico che, da qualche tempo, esaltano strumentalmente le posizioni del presidente della Camera Fini individuato come il soggetto idoneo a far uscire da Palazzo Chigi il Cavaliere.

Gli allievi di cultura musulmana possono avvalersi tranquillamente dell’ordinamento scolastico vigente che consente, in alternativa all’insegnamento della religione cattolica, di fruire durante la stessa ora di interventi attentamente programmati nell’ambito della conclamata autonomia didattica ed organizzativa delle singole istituzioni scolastiche ed orientati ad approfondire, con un’impostazione pedagogica autenticamente laica, aspetti distintivi della cultura e dell’organizzazione sociale del nostro Paese.

Dal canto loro le famiglie di appartenenza  alimentano, come è giusto che sia, nei luoghi di culto e nella pratica religiosa domestica la fede coranica. Una corretta, equilibrata, per niente enfatizzata presentazione della nostra organizzazione sociale consentirebbe di favorire un processo di autentica, piena, responsabile integrazione, evitando il rischio, previsto dalle indicazioni offerte dall’Unesco, di possibili manipolazioni così come purtroppo  avviene in non pochi casi di vero e proprio fondamentalismo.

Assicurare l’ora di religione islamica nelle istituzioni scolastiche pubbliche, con l’utilizzazione di docenti necessariamente di fede musulmana ma non selezionati da un’unica autorità religiosa universalmente riconosciuta e senza un corretto, equilibrato coordinamento col curricolo ufficiale della scuola, significherebbe offrire ai cattivi intenzionati ulteriori occasioni di incomprensione e di intolleranza.

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