SCHIFANI – DE LUCA – CIRIELLI : QUANDO LE ISTITUZIONI NON SI RISPETTANO TRA LORO

 

Salerno, 17 aprile 2011

Ambrogio IETTO

UNO SPETTACOLO CHE NON FA ONORE ALLA CITTA’

 

Non conosco le motivazioni ufficiali che hanno sollecitato il presidente del Senato Renato Schifani, seconda carica dello Stato, chiamato dall’articolo 86 della Carta Costituzionale ad esercitare le funzioni del Presidente della Repubblica ‘ in ogni caso che egli non possa adempierle ’, a raggiungere Salerno sabato 16 aprile 2011. Dal sito ufficiale dell’Amministrazione provinciale si apprende, però, che il presidente dell’assemblea di Palazzo Madama, ‘ ospite a Palazzo S. Agostino del presidente della Provincia di Salerno onorevole Cirielli’  è stato ‘ in visita alla Provincia di Salerno per suggellare il ruolo di Salerno capitale ‘.

Da quanto letto è possibile, così, dedurre che Schifani sia venuto a Salerno anche sulla base di quelle che alcuni giorni fa sono state le precisazioni del Quirinale a proposito del mancato inserimento della città di Salerno, ove tra il febbraio e il luglio del 1944 svolse la sua ordinaria attività istituzionale il governo dell’Italia liberata, tra le capitali riconosciute del Paese da considerare in occasione delle celebrazioni in corso per i 150 dell’unificazione nazionale.

L’invito avanzato dal presidente della Provincia o, ipotesi molto meno probabile, l’eventuale, cortese sollecitazione dello stesso presidente Napolitano al suo ‘ vice’ di porre rimedio al formalismo della storia (la mancanza di un atto normativo di formale trasferimento della capitale a Salerno ‘) recandosi in visita in questa città, ha trovato disposto, comunque, il presidente del Senato a dedicare a tal fine mezza giornata del suo ruolo istituzionale.

Egli, quindi, è stato tra noi in questa veste tanto è vero che Cirielli ha inteso riceverlo ed ossequiarlo con la fascia azzurra prevista dal protocollo per le cerimonie ufficiali.

Dalle cronache si legge che il sindaco De Luca non è apparso mai nel corso dei diversi ‘passaggi ‘ della visita: salone di rappresentanza della Provincia, Duomo, Castello di Arechi. Anzi i quotidiani riportano la notizia del sindaco impegnato, nelle stesse ore in cui Schifani girava lungo le strade della città, a presentare il progetto ‘ Salerno wi-fi libero ‘ e a partecipare idealmente al presidente dell’assemblea di Palazzo Madama il ‘ cahier de doléances ‘ di tutti i torti presunti o veri subiti da Salerno  per volontà di Berlusconi e compagni.

Alla luce di questi elementi di conoscenza, che sembrano abbastanza oggettivi, mi permetto, da semplice cittadino dotato – grazie a Dio – di una sufficiente dose di autonomia critica, di osservare quanto segue:

a ) lo staff e la stessa persona di Schifani, nell’apprendere che la venuta a Salerno sarebbe stata motivata esclusivamente dall’esigenza simbolica di ‘ suggellare il ruolo di Salerno capitale ‘, avrebbero dovuto precisare a Cirielli, presidente della Provincia, di inserire nel programma, dopo intesa raggiunta col sindaco della città, anche una visita a Palazzo di Città ove, oltretutto, si è svolta nella prima metà del 1944 l’attività istituzionale del governo Badoglio.

In caso di acquisita indisponibilità a dar vita ad un simile programma Schifani avrebbe potuto egualmente raggiungere Salerno per un incontro politico ad esplicito sostegno della vice presidente della provincia Ferrazzano, sua compagna di partito e, al momento, candidata a sindaco di Salerno in opposizione all’attuale primo cittadino De Luca;

b ) Cirielli, dal canto suo, quale uomo di istituzioni, avrebbe dovuto rendersi conto che una manifestazione messa su come quella di ieri non avrebbe prodotto, come non ha prodotto, tra la comunità cittadina e quella dell’intero territorio provinciale, una percezione positiva del vero significato di una visita effettuata, comunque, dalla seconda carica dello Stato;

c ) per quanto riguarda De Luca, che non ha resistito alla tentazione di porsi come un povero disgraziato che lamenta di essere stato destinatario dell’indebita espropriazione di risorse finanziarie a lui spettanti in quanto rappresentante della polis, egli ha confermato la sua naturale, aggressiva avversità nei confronti di chi col governo Berlusconi non c’entra nulla e che ha avuto il solo torto di circondarsi di cattivi consiglieri, cedendo alle pressioni della sua parte politica per partecipare ad un evento da realizzare o alcuni mesi fa, subito dopo la venuta del Capo dello Stato, o nell’autunno prossimo a conclusione dei festeggiamenti per l’unità d’Italia e a tormentone elettorale cessato.

In conclusione: un’ulteriore brutta pagina per la città di Salerno con due esponenti, Cirielli e De Luca, incapaci di volare alto e di offrire alla gente, lontana dalla subcultura di una politica aggressiva ed arrogante, un messaggio significativo di consapevolezza istituzionale, e con la seconda carica dello Stato coinvolta in una querelle che avrebbe fatto molto bene a spegnere sul nascere.

 

 

 

 

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