” SALERNO MOBILITA’ “: QUANDO L’ASSUNZIONE CLIENTELARE NON PRODUCE CONSENSO ALLA POLITICA

Salerno, 5 luglio 2011
Ambrogio IETTO

UN’INTERVISTA NON VOLUTA

Mercoledì 29 giugno 2011, ore 10.15, Salerno Via Paolo De Granita, all’ altezza dell’agenzia Unicredit Banca di Roma. Scorgo un operatore di ‘Salerno Mobilità’ che compie il suo ordinario lavoro di verifica delle automobili posteggiate dentro le strisce blu. Sono un residente che fruisce della privilegiata condizione di abbonato annuale. Mi ricordo di non avere ricevuto finora avvisi a domicilio che mi diano indicazioni relative alle procedure di rinnovo dell’abbonamento per l’anno in corso. Mi permetto, così, distrarre per qualche minuto l’operatore e chiedergli istruzioni nel merito della questione richiamata.
Al fine di offrire ai lettori un’esposizione abbastanza fedele di come si è articolata l’interlocuzione ripropongo la dinamica del dialogo sotto forma di intervista non richiesta né voluta. Pertanto chi scrive si identifica con la lettera U (utente ) mentre l’operatore di ‘ Salerno Mobilità ‘ è individuabile con la lettera O ( operatore ) con una sola variante: le risposte dell’operatore sono tutte rese in marcato dialetto che l’estensore di questa nota non sarebbe capace di trascrivere in modo corretto.
U: “ Buongiorno, mi scusi se la disturbo. Desidero chiederle come mai fino ad oggi noi residenti abbonati non abbiamo ricevuto a domicilio indicazioni sulle procedure da seguire per regolarizzare il canone dovuto per il 2011 al fine di poter continuare a fruire del servizio parcheggio “.
O: “ Perché chi è stato messo a comandare ‘ Salerno Mobilità ‘ è un avvocato, non capisce nulla di come si gestisce un’azienda. Da noi ci vorrebbe un vero manager, uno capace di fare sviluppare bene l’attività “.
U: “ Ma, penso che ci siano difficoltà di altro tipo. Non so, forse l’entità del canone da richiedere oppure il sistema da adottare per la riscossione “.
O: “ No, il problema è uno solo. Ognuno deve fare il mestiere che sa fare. L’avvocato deve fare l’avvocato mentre il manager deve fare il manager “.
U: “ Scusi, ma voi dipendenti siete regolarmente retribuiti a fine mese ? Temo che se l’azienda non riscuotesse quanto dovuto dagli utenti nei tempi stabiliti si correrebbe il rischio di non poter essere regolari nel pagamento degli stipendi “.
O: “ No, per carità, per questo tutto è a posto. La paga ci viene data regolarmente. Ci mancherebbe pure questo “.
U: “ Questo non è un dato di poco conto. Lei conosce meglio di me le tante situazioni difficili che vivono dipendenti di società più o meno pubbliche da mesi privi della retribuzione loro spettante “.
O: “ Egregio signore, il problema da noi è solo politico “.
U: “Sì, più o meno conosco il rapporto tra il Comune di Salerno e ‘Salerno Mobilità ‘ ma in merito alla domanda iniziale che le ho posto non riesco bene a comprendere perché lei chiama in causa la politica “.
O: “ Anche da noi c’entra la politica e si chiama Vincenzo De Luca “. U: “ Ma, lei chiama in causa il sindaco, tra l’altro un sindaco che è stato votato dal 75 % degli elettori. Mi sembra ingiusto l’accostamento. Poi penso che non le convenga esprimere considerazioni critiche di questo tipo “.
O: “ E perché non posso parlare ? Mica siamo nel fascismo ? Io sono un libero cittadino e faccio parte del 25 % che non ha votato De Luca “.
Mi viene spontaneo da aggiungere: “ Lei, comunque, è stato assunto da persona vicina a De Luca. Mi pare che in lei non alberghi il sentimento della gratitudine! “.
L’operatore, però, a questa mia battuta finale non dà riscontro e, nella fretta ritrovata, si allontana, riprendendo l’ordinario lavoro di verifica. L’occasionale incontro, provocato da una corretta richiesta di un utente ad un addetto del settore, consente, però, di esprimere qualche considerazione.
La prima riguarda il dipendente di ‘ Salerno Mobilità ‘ che, evidentemente, col dente avvelenato verso i vertici della società per chissà quali specifici motivi, non vede l’ora di scaricare tutta l’adrenalina eccedente al primo che gli si rivolge, esprimendo giudizi piuttosto severi nei riguardi del proprio datore di lavoro. Il tono tribunizio adottato e il marcato linguaggio dialettale utilizzato la dicono lunga sul suo stile e sul suo modo di rapportarsi col pubblico.
Si immagini se chi scrive si fosse rivolto a lui per richiamare ed eventualmente segnalare a chi di dovere per interventi sanzionatori le due auto, puntualmente chiuse, che, come spesso accade, anche quel mercoledì mattina impedivano l’uscita dalle strisce blu dell’auto di sua proprietà!
La seconda considerazione riguarda più in generale il rapporto tra la politica, la ricerca del consenso e il beneficiario dell’intervento del pubblico amministratore. Si sa che la gratitudine è il sentimento della vigilia. Ma si sa pure che, in una realtà penalizzata qual è il nostro Mezzogiorno soprattutto in fatto di occupazione, un posto di lavoro stabile, acquisito senza meriti oggettivi e con criteri assolutamente opinabili, anche se è espressione di faziosità e di clientelismo, richiederebbe, almeno da parte del destinatario dell’altrui benevolenza, discrezione, senso della misura, consapevolezza di essere stato un aspirante privilegiato in rapporto ad altri candidati probabilmente assistiti da una sponsorizzazione meno influente.
Il monito, allora, più che andare all’operatore della ‘Salerno Mobilità ‘ protagonista dell’episodio narrato, va, invece, a quanti, chiamati dalla politica a gestire direttamente o indirettamente posti di lavoro, possano decidere finalmente di seguire e rispettare meccanismi garanti di oggettività e di correttezza. Può darsi che, ai fini del desiderato consenso, auspicabili sistemi oggettivi da rispettare nella strategia delle assunzioni potrebbero risultare più premianti per il politico e, contestualmente, alimentare tra gli amministrati una dose sia pure minima di credibilità verso le pubbliche istituzioni.

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