POSTILLA AI RECENTI ESAMI DI MATURITA’

 

Salerno, 8 luglio 2011

Ambrogio IETTO

SVALUTATI I 100 E LODE              

                                                                         

Gli esami di maturità cominciano ad essere un ricordo anche per i ragazzi che li hanno affrontati in prima persona i quali sono ora alle prese della scelta del corso universitario da intraprendere. Quanti sono orientati  verso medicina si sottopongono al tour de force dei quesiti – quiz che costituiscono il vero ostacolo da superare.

Corsi intensivi di preparazione a questa prova sono in atto un po’ ovunque mentre vanno a ruba, presso le librerie, pubblicazioni specifiche che hanno la pretesa di sottoporre ad esercizi di logica e di memoria la mente dei giovani aspiranti. Allo stesso tipo di impegno cognitivo sono chiamati, nel corso di questa stessa stagione estiva, le decine di migliaia di docenti di ruolo che, aspirando a ricoprire uno dei 2386 posti  di dirigente scolastico messi a concorso, preliminarmente debbono superare la preselezione costituita dalla felice risoluzione di almeno 80 delle100 domande a risposte multiple.

Se gli esami affrontati e superati a luglio vanno a collocarsi nello scrigno della memoria dei neo – studenti universitari, gli esiti degli stessi, invece, sono attentamente analizzati dagli esperti del ministero dell’istruzione i quali hanno anticipato una notizia che ora è al centro delle riflessioni degli addetti ai lavori: le valutazioni finali da 100 e lode, attribuite dalle rispettive commissioni ai maturandi del Sud, corrispondono al doppio di quelle assegnate ai candidati delle regioni del Nord.

Un simile dato dovrebbe appagare non solo i destinatari di un così lusinghiero giudizio e i rispettivi congiunti  ma anche e, soprattutto, i docenti direttamente coinvolti nell’animazione e nel consolidamento del percorso formativo dei predetti studenti e, di riflesso, anche i dirigenti titolari delle istituzioni scolastiche frequentate. Di conseguenza saremmo tenuti a concludere che la qualità complessiva della scuola meridionale finalmente ha raggiunto il top tanto da competere con onore con quelle scandinave o dell’estremo oriente.

La realtà, purtroppo, è ben diversa tanto da trasformare un successo, oggettivamente documentato da decine e decine di verbali ineccepibili dal punto di vista formale, in un atto di accusa e di vera e propria débacle.

E’ di questi giorni, infatti, l’iniziativa di Morena Martini, assessore leghista all’istruzione della provincia di Vicenza, che ha scritto al dirigente del liceo scientifico ‘ Leonardo da Vinci ‘ di Reggio Calabria, ove sono stati assegnati ai neo – maturi ben venti  100 e lode, per chiedere copia delle verbalizzazioni delle commissioni d’esame che hanno attribuito l’eccellente valutazione ad un così numeroso gruppo di allievi. L’intento  della richiesta è intelligentemente subdolo: si vuol conoscere in che modo sia stato possibile ottenere esiti così brillanti nonostante le insufficienti performance rese dagli studenti meridionali nelle prove somministrate dall’OCSE ( organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ) e dall’Invalsi ( istituto italiano per la valutazione del sistema d’istruzione ).

Ovviamente l’interrogativo, per niente benevolo e piuttosto critico, richiama la posizione decisamente superiore raggiunta dal Veneto e dalla Lombardia nei confronti delle regioni del Mezzogiorno ed isolane in occasione delle predette prove internazionali e nazionali a  confronto dei 362 studenti calabresi che già l’anno scorso conseguirono il 100 e lode ( 2,1% dei maturandi ) contro i 256 della Lombardia ( 0.5% ) e i 222 maturi col massimo voto del Veneto ( 0,8 % ).

Onestà intellettuale impone una riflessione severa sul fenomeno che finisce col consolidare il convincimento che da noi tutto venga affrontato con poca serietà e all’insegna del favoritismo. Ovviamente va preliminarmente salvaguardata la posizione di tutti quegli studenti  destinatari di una votazione così lusinghiera meritata per serietà e costanza di studio. Per i tanti altri destinatari di particolare generosità valutativa da parte delle commissioni esaminatrici è atto doveroso essere chiari fino in fondo.

Siano essi lusingati da un simile giudizio ma lo considerino un’ufficiale sollecitazione a confermarlo in pieno durante il percorso universitario e, soprattutto, in fase di auspicabile, successivo, brillante inserimento nell’agone professionale.

I docenti – commissari  sono chiamati, per parte loro, ad un sereno ma severo esame di coscienza. Essi non hanno bisogno di attendere la stagione degli esami di Stato per sentirsi finalmente importanti per la segnalazione fatta dal sindaco o dall’assessore X oppure dal medico di famiglia o dall’amico dell’amico a favore di questo o di quel candidato. Il riconoscimento sociale della propria professionalità non è dato dalla raccomandazione raccolta e dal favore concesso ma dall’autorevolezza del proprio retroterra culturale, dall’intelligente mediazione didattica svolta, dalla serenità che contraddistingue la valutazione formativa dell’intero percorso di studi del singolo allievo.

Roger Abravanel, consulente di aziende multinazionali ed italiane ed esperto del ministero dell’istruzione per il Piano nazionale per la qualità e il merito scolastico, sostiene opportunamente la necessità di introdurre e di somministrare le prove Invalsi anche per gli esami di maturità.

Con questo strumento, cui dovrà far riferimento il curricolo del corso di studi nel corso del triennio finale della scuola secondaria, sarà possibile non solo procedere ad una più equa valutazione finale ma anche mettere il giovane nelle condizione di avere una più responsabile consapevolezza delle effettive sue potenzialità cognitive e creative senza eccedere nel senso di autostima o, al contrario, senza subire improduttive frustrazioni.

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