UNA PROPOSTA PER IL SINDACO DE LUCA: SULL’AREA DEL VECCHIO ‘VESTUTI’ REALIZZARE IL PIU’ RAZIONALE POLO SCOLASTICO DEL MEZZOGIORNO

 

Salerno, 22 dicembre 2011

 

Ambrogio IETTO

LA PRECARIA EDILIZIA SCOLASTICA IN CITTA’

 

Siamo di fatto alla vigilia del S. Natale ed appare di certo singolare la scelta di dedicare la riflessione odierna al sistema scuola della città capoluogo con particolare attenzione alle istituzioni educative le cui sedi ufficiali sono allogate lungo l’asse est – ovest, più propriamente dalla macroarea di Via Baratta – Via Irno allo storico edificio ‘ Barra’, all’altezza dell’antica villa comunale.

La necessità di affrontare con urgenza questo tema è dettata da alcune sopraggiunte circostanze. C’è, in primo luogo, da dare attuazione ad una norma collegata ad una delle cosiddette manovre approvate dal precedente governo: l’eliminazione delle direzioni didattiche e delle scuole medie e la loro trasformazione in istituti comprensivi.

L’intento primario, ovviamente, è quello di far cassa. La razionalizzazione della rete scolastica, compiuta anche nel rispetto di un parametro che vedrebbe riconosciuta l’autonomia alle singole scuole  a condizione che la rispettiva utenza si aggiri intorno ai 1000 allievi, determinerebbe anche nel capoluogo di provincia la contrazione di alcuni posti di dirigente scolastico, di direttore dei servizi generali ed amministrativi e di assistenti di segreteria.

Dal punto di vista della qualità dell’intervento educativo e didattico la scelta compiuta dal legislatore potrebbe produrre anche dei miglioramenti sempre che i docenti dei nascenti istituti comprensivi si disponessero, con un rilevante sforzo di studio e di confronto, ad elaborare un curricolo cosiddetto verticale in grado di accompagnare il percorso formativo dell’alunno dai due anni e mezzo della scuola dell’infanzia ai 13-14 anni del completamento del primo ciclo di istruzione secondo alcune costanti di natura psico – pedagogica e didattico – metodologica che, pur rispettose delle note distintive dei diversi stadi evolutivi, potrebbero e dovrebbero garantire un più organico continuum formativo.

Non si hanno notizie  delle decisioni assunte nel merito dall’Ente Comune anche se sembra che a rendere ancora più problematica la soluzione ci sia l’arroccamento difensivistico di alcuni dirigenti scolastici. Da questa primaria esigenza collegata ad una legge dello Stato è riemersa l’antica questione della precaria sistemazione della scuola media ‘ De Filippis’ le cui attività didattiche si svolgono in locali impropri tra via De Martino, via Diaz e via Guglielmini ( Calcedonia ).

E’ una storia questa che i genitori degli allievi che si sono avvicendati in questa scuola negli ultimi 40 anni hanno vissuto con sofferenza e rabbia durante il corso triennale di studi dei propri figlioli per poi rassegnarsi e passare le personali frustrazioni agli omologhi successori.

Il dato vero, indiscutibile è offerto dal fatto che questa parte della città, dal punto di vista delle strutture scolastiche, è in sofferenza da sempre e, pur riconoscendo ed apprezzando  le tante positive iniziative assunte dal sindaco De Luca, tra le quali è doveroso inserire  il recente successo ottenuto dall’orchestra del nostro teatro Verdi in occasione del concerto natalizio dato a Palazzo Madama alla presenza delle più alte cariche dello Stato, va lamentata l’assenza assoluta di un piano organico per l’edilizia scolastica.

All’origine di questa carenza c’è la separazione delle competenze in materia tra l’Amministrazione provinciale, tenuta ad interessarsi dell’edificazione e della manutenzione delle scuole secondarie di secondo grado, e il Comune impegnato, invece, a dare soluzione all’edilizia riguardante scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di primo grado ( ex scuole medie ).

L’acquisto del seminario di via Urbano II non ha per niente risolto al meglio la situazione: in questi locali convivono in ambienti comunque adattati alla meglio l’Istituto professionale per i servizi sociali, il liceo artistico e una parte del liceo scientifico ‘ da Procida’. Dentro l’antica struttura del convitto ‘Pascoli’ è sistemato parte dell’Itis ‘Focaccia’ mentre il tecnico ‘ Genovesi’ è in guerra, sempre per motivi di spazi, col liceo scientifico ‘Da Vinci’.

Le scuole del primo ciclo sono in situazioni  disastrose: il vecchio edificio ‘ Vicinanza’, privo di palestra, di laboratori e di spazi ludici per i bambini della scuola dell’infanzia, è da sempre ostaggio del contiguo tribunale mentre alcune sezioni di scuola dell’infanzia operano nei locali impropri prossimi al cinema San Demetrio. All’istituto superiore ‘ Regina Margherita’ da 30 anni è stata sottratta l’accogliente  aula magna e, sempre per esigenze superiori di giustizia, lo stesso istituto e l’ex scuola media ‘Pirro’ hanno dovuto rinunciare a decine di ambienti originariamente destinati ad aule e a laboratori per ospitare il Tribunale di sorveglianza.

Presso il vecchio edificio ‘ Barra’ si è reso necessario sistemare alcuni corsi facenti parte del professionale ‘Virtuoso’ la cui struttura principale di via Calenda, va scritto sempre a titolo di cronaca, è privo finanche di impianto di riscaldamento.

Mi fermo qui anche se, giornalisticamente, sarebbe quanto mai preziosa un’indagine a tappeto sulla complessiva, drammatica situazione dell’edilizia scolastica in questa vasta e congestionata area della città. Cosa fare ? Perduta a favore dell’erigenda cittadella giudiziaria l’area contigua alla stazione e al dopolavoro ferroviario, in origine programmata a Fuorni, non lontano dalla Centrale del Latte, c’è una sola scelta coraggiosa da compiere: ripensare all’intero complesso del vecchio stadio ‘ Vestuti’ per la realizzazione di un moderno e razionale polo scolastico in cui, salvaguardando sempre per gli allievi delle varie fasce di scolarità, buona parte dell’impiantistica sportiva esistente all’aperto e al chiuso, potrebbero essere realizzati edifici scolastici razionali, offrendo davvero l’immagine di una città che progetta il futuro per le proprie giovani generazioni.

Se ci fosse volontà concreta di farsi carico di una simile opzione occorrerebbe sottoscrivere un accordo di programma tra Provincia e Comune, istituzioni interessate entrambe a risolvere al meglio i problemi di alcune scuole di rispettiva competenza.

Da via Irno al confine con Vietri sul Mare non ci sono aree edificabili disponibili. Un moderno polo scolastico, realizzato sull’area del ‘Vestuti’, darebbe dignità all’esperienza formativa di migliaia di giovani impossibilitati oggi ad esprimere le loro potenzialità creativo – progettuali, ginnico – motorie, pratico – attitudinali per assoluta carenza di ambienti scolastici a tal uopo idonei, e costituirebbe   per il sindaco De Luca, legittimamente orgoglioso delle sue realizzazioni,  un fiore all’occhiello da mostrare con orgoglio agli ospiti della città:  una scelta operata a favore delle giovani generazioni, affinché i loro risultati scolastici  si attestino in futuro almeno ai livelli medi dei coetanei degli altri Paesi dell’Ocse, non è traguardo di poco conto e può ben valere un’opera architettonica in meno.

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