CASO SCARANO: L’ARCIVESCOVO MORETTI PREGA ANCHE PER CHI RIMANE SCANDALIZZATO DI QUESTI FATTI. GLI INTERROGATIVI DEI FEDELI.

 

Salerno, 26 gennaio 2014

 

Ambrogio IETTO

 

Don Nunzio e i fedeli

 

L’intervista rilasciata venerdì al ‘ Corriere del Mezzogiorno ‘ dall’arcivescovo di Salerno monsignor Luigi Moretti e riferita alle tristi vicende di Don Nunzio Scarano non poteva non contenere il riferimento al vangelo di Giovanni ( 8-1/11 ) sulla donna adultera e sulle lapidarie parole di Gesù rivolte agli scribi e ai farisei: “ Quello di voi che è senza peccato scagli per primo una pietra contro di lei “.

Da credente peccatore mi ha fortemente impressionato, però, la seguente espressione riferita dal presule all’intervistatore Gabriele Bojano: “ Io prego per don Nunzio e per chi rimane scandalizzato di queste cose”. Sollevato dalla cristiana sensibilità del nostro Pastore, che include anche me tra le persone destinatarie delle sue preghiere, mi permetto esprimere alcune considerazioni che, pur non riproponendo dichiarazioni già partecipate alla stampa da concittadini oscillanti tra l’anatema e l’appurato sigillo del perdono, si ascoltano sul sagrato delle nostre chiese, nelle nostre parrocchie, all’interno delle aggregazioni laicali, al supermercato e al bar, sui bus, negli ambienti di lavoro e che sono espresse da persone adulte pronte a precisare di sentirsi fedeli osservanti del messaggio della Chiesa Cattolica.

Questi concittadini, sollecitati a leggere le espressioni virgolettate riprese dalle intercettazioni disposte dall’autorità giudiziaria, ovviamente si soffermano sulle sottolineature evidenziate dagli inquirenti e riguardanti le trame complesse dei giri d’affare dell’indagato, il patrimonio immobiliare ed artistico accumulato, il tenore di vita praticato, le diversificate, interessate motivazioni poste a fondamento delle relazioni attivate.  

E’ piuttosto umano chiedersi come mai una vocazione adulta avvertita e seguita da un concittadino, addentro per pregressa attività professionale nei labirinti delle procedure  bancarie, esploda in una serie di gravi reati resi ancora più vistosi da uno sregolato edonismo, da dubbie frequentazioni e da un tenore di vita dispendioso e raffinato.

E’ anche umano domandarsi come tutto ciò sia stato possibile senza avvalersi di protezioni  discrete ed omissive presenti ed operanti all’interno degli ambienti di consueta e dovuta frequentazione.

A questi fedeli, ai tanti devoti che continuano a rinunciare a qualche loro essenziale necessità per sostenere ammirevoli iniziative di solidarietà della nostra Chiesa è sufficiente la pur gradita preghiera del proprio Vescovo ?

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