TRISTE MANIFESTAZIONE DI PRESUNZIONE E DI NONCURANZA

Ambrogio Ietto

Salerno, 20 Giugno 2015

IL PRESIDENTE – SINDACO OMBRA

Più si citano codici e pandette, più si leggono i pareri di questo o di quel giureconsulto alquanto gettonato, meglio si percepisce l’entità del livello raggiunto dal pantano in cui sono affondate a Salerno e nell’intera Campania legalità e democrazia.
La città di Salerno, come si sa, è governata, almeno sulla carta, da un sindaco che non gode del suffragio elettorale. Fino a qualche mese fa egli ha ricoperto il nobile, delicato ruolo di tutore delle carte riservate del sindaco De Luca. Ora a quelle carte deve dare continuità, perfezionandole o formalizzandone l’esecutività.
Quando è stata ufficializzata la sua cooptazione il ‘Piano De Luca ‘ era già pronto: l’assessore Picarone nella lista PD, l’assessore Cascone in ‘De Luca Presidente’, l’assessore Maraio nella compagine socialista e Fiore in ‘ Campania Libera ’.
Avossa , Buonaiuto, De Maio, Guerra e Savastano sono rimasti ai nastri di partenza.
Ora in giunta comunale sono vacanti tre assessorati. Ghiotta occasione per il sindaco – presidente ombra che vede ampliarsi l’area del personale sottogoverno.
In regione deve ancora attendere il momento propizio per arrivare, senza correre rischi importanti, all’ufficiale insediamento degli eletti.
Nella giornata di giovedì, ricordandosi De Luca di avere letto qualcuna delle lettere che compongono “Cose che abbiamo in comune “ , uno degli ultimi libri di Zygmunt Bauman, osservatore attento della ‘ modernità liquida ‘ , ha considerato opportuno ridursi allo stato liquido almeno nel contesto partenopeo da lui considerato acquitrinoso anche se generoso in fatto di suffragi elettorali.
Così non si cura del presidente della Corte d’Appello napoletana, se ne infischia del presidente dell’ufficio centrale elettorale, si mostra totalmente indifferente nei riguardi di quei 980743 elettori che hanno avuto la testa fresca di votarlo.
E’ questa la conferma di una subcultura votata al mancato rispetto nei riguardi di chi rappresenta istituzioni con le quali il neo presidente fantasma ha preso l’abitudine di avere a che fare.
Tutto sommato egli non ha tenuto conto di una condanna penale subìta a Salerno, ha ricattato l’altro parolaio del segretario del partito del quale ufficialmente fa parte, imponendo la sua candidatura, non ha perso tempo nell’analizzare le fonti elettorali non di rado inquinate da dove sono arrivati i voti raccolti nelle primarie e il successivo 31 maggio ed ha scelto di riprendere carne ed ossa ed apparire a Salerno per bacchettare i consiglieri comunali facenti parte della sua maggioranza.
Ora organi di stampa anticipano che un suo rampollo entrerebbe in giunta comunale con la funzione di assessore al bilancio.
Auguri fervidi estensibili a tutto l’entourage, accoliti compresi.

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